



I keep falling into a black sphere ⚫ You can find me there 🕳 Lost and stuck in a dark space 🖤 I think those days when I was in another place 🌌 Just an alien shape inside me 💀 And I feel like a skeleton tree ☠ Roots dig into people’s souls 👥 Leaves drown them in empty holes 👤 My echo screams the freedom’s word 🌈 But society puts our dreams in a captive world 🌑 The wounds of the moon are my tears 🌖 A dry wind blows in the desert of mind’s fears 🍂 I want escape in a safe universe 🌠 where the loneliness cannot leave our heart reverse 💔 I’m bleeding oil from my lungs 💨 like a seagull in a polluted sea without wings 🌊 The rive is far away 🏝 I have only my painful cry 💦 I can’t reach the sky ☁️ I don’t know who I can pray 🙏 Maybe tomorrow I’ll live a positive day 🍀 And I’ll find a reason to search my sun’s ray 🌤 I’ll see my clock and I’ll have a conversation with time 🕒 I’ll ask to turn the sand in the hourglass and give me a new lifetime ⏳ A volte immagino la scrittura come una donna. Una bellissima donna che attraversa le acque della vita in silenzio. Bianco il mantello che ne avvolge le membra, arcobaleno le iridi con cui osserva la gente. Piano avanza e sbircia nel cuore degli uomini. Ne sfiora i battiti, poi i sogni. Una carezza e uno schiaffo hanno la stessa intensità nel suo tocco. Ti mostra ricordi di luce o memorie di pece. Con dolcezza culla le tue emozioni e da loro una voce. La guardi negli occhi e scegli il tuo colore. Lei ti dona il suo manto e ti invita a raccontarle la tua storia. Ed è così che tu inizi a viaggiare tra le parole e lei sorridendo si allontana per regalare nuove sfumature a un'altra anima solitaria. Siamo silenzio che nasce piano nel rumore. Siamo cenere che si scioglie nelle fiamme. Siamo fenici che nel dolore del passato imparano a vivere un nuovo presente. Siamo la forza che cresce come un fiore nel grembo della debolezza. Siamo primavera col sorriso d'inverno. A volte la vita ti insegna che i sogni possono avere diverse forme, anche quelle che meno ti aspetti o che pensavi fossero solo macchie. Ci sono strade che non vedi, ma che ti portano nel mondo in cui volevi essere. Devi solo provare a guardare in modo differente i sentieri che ti appaiono davanti: un viale pieno di foglie secche nasconde un prato di fiori pronto a sbocciare in primavera, così come un albero dalle foglie verdeggianti cela i rami spogli e freddi dell'autunno. Le stagioni cambiano e come loro anche i percorsi dell'esistenza. In quelli in apparenza più complessi, spesso ci aspetta un finale felice. Come un funambolo sul filo delle emozioni, oscillo tra i miei mondi interiori. Cammino tra i pensieri e cerco l'equilibrio tra le sensazioni. Una domanda costante prende forma intorno a me: ‘Io sono, sono io?’ La virgola è la corda su cui sono sospesa, il punto interrogativo è il gancio al limite della fune. Avanti e indietro, dietro e avanti. Un percorso che non ha fine. In cerca della risposta, resto in bilico e continuo ad attraversare la mia mente senza cadere. Seduto ad aspettare che il tempo rallenti, lo osservo andare sempre più veloce. Tic Tac Tic Tac Tic Tac Tic Tac Corre verso un traguardo che io non conosco, perso nell'orizzonte di ore lontane dai miei secondi. Le lancette come spade sull'anima, trafiggono le speranze di un minuto di respiro. ‘Fermatevi’, chiedo ai numeri in cerchio, ma non esiste uscita da quel circolo in corsa. L'orologio sorride sardonico sul dieci e il due, poi si tinge di finta tristezza tra otto e quattro. Guardo la linea retta che va dal nove al tre e ritrovo la stessa espressione sulle mie labbra tese; un girotondo di emozioni che scandiscono il giorno. Resto infinite notti a pensare al sapore dell'immobilità, mentre il sole e la luna si scambiano di posto, spinte dai rintocchi costanti del pendolo. E sono ancora lì seduto ad attendere un granello di sabbia fuori dalla clessidra. Mi sento come se il mare avesse inghiottito la sabbia dentro la clessidra e l'avesse resa pesante e compatta, lasciandola lì sul fondale di vetro in un'immobilità eterna. Il tempo si è fermato sotto quell'onda anomala e ora giace nel buio delle profondità dell'oceano, in attesa di vedere un raggio di sole che asciughi i granelli per far riprendere lo scorrere delle ore. Aspetta nel suo angolo pensando costantemente: ‘Il Sole dov'è?’ |